Vita di una stella

Le stelle sono corpi celesti che emettono energia anche sotto forma di luce. Sono delle enormi palle di gas, soprattutto idrogeno, all'interno delle quali avviene la fusione nucleare: un processo che produce un'enorme quantità di energia.

Come si formano le stelle e come si evolvono? Anch'esse hanno una nascita, una vita e una morte; il loro destino è determinato dalla quantità di gas che le forma, cioè dalla loro massa.

Nascita di una stella

Lo spazio tra le stelle è estremamente vuoto, ma non del tutto vuoto: in un centimetro cubo di spazio interstellare si trova in media un solo atomo di idrogeno, contro le 3x1019 molecole presenti in un centimetro cubo di aria presa al livello del mare. Ma in alcune regioni dello spazio la densità è maggiore e si arriva a 1000 o 10000 atomi per centimetro cubo. Questo gas è composto quasi totalmente da idrogeno (l'elemento più semplice): ogni 10 atomi di idrogeno ce n'è uno di elio e tracce di altri elementi. In alcune di queste nubi possono esserci anche delle polveri composte da particelle simili a quelle del fumo. Queste nubi, benché siano molto rarefatte, contengono una quantità enorme di materia, perchè sono molto estese: per attraversarle da una parte all'altra viaggiando alla velocità della luce ci si impiegherebbero decine o centinaia d'anni.
Queste nubi non emettono luce propria, ma possono riflettere la luce proveniente da stelle circostanti oppure il gas, eccitato dalla radiazione di queste stelle, può diventare fluorescente ed emettere luce con lo stesso fenomeno che avviene nelle lampadine delle insegne luminose: la nebulosa di Orione e la nebulosa dell'Aquila sono due esempi di questo fenomeno.

Le nebulose possono essere considerate la fabbrica delle stelle. Il gas che le forma infatti, benché molto rarefatto, può cominciare a contrarsi e gli atomi si attraggono tra loro a causa della forza di gravità. La forza di gravità agisce attraendo reciprocamente i corpi: tanto maggiore è la massa di un corpo tanto più intensa è la forza di attrazione. Essa però è una forza molto debole ed è difficile pensare che degli atomi abbastanza lontani tra loro si attraggano. Può però accadere che il caso produca delle concentrazioni di atomi così che la loro forza attrattiva si somma, oppure che l'onda d'urto provocata dall'esplosione di una stella comprima il gas; in ogni caso si tratta di un processo che una volta innescato si autoalimenta: mano a mano che il gas si addensa aumenta la sua forza di attrazione e quindi la sua capacità di attrarre altro gas. Tutto ciò avviene ovviamente in tempi per noi molto lunghi: centinaia di migliaia o milioni d'anni, ma l'universo non ha fretta.
Si forma così una palla di gas sempre più grande e che tende a concentrarsi a causa della forza di gravità che aumenta: è una protostella. Il gas che cade e che si addensa aumenta di temperatura e quindi nel centro la temperatura raggiunge i 150.000° K, non ancora sufficiente per innescare la fusione nucleare, e in superficie i 3500° K. Come un ferro che viene arroventato emette luce, così il gas emette una debole luce, ma questa massa di gas è ancora molto grande, più di 65 volte il diametro del Sole, quindi questo corpo celeste che non è ancora una stella diventa visibile.

Il raggio della protostella diminuisce perchè la forza di gravità attrae sempre di più il gas verso il centro, la temperatura aumenta fino a raggiungere i 10 milioni di ° K, a questo punto nel cuore della protostella si innesca la reazione di fusione nucleare ed essa diventa una stella vera e propria, come il nostro Sole

Vita adulta di una stella

La pressione del gas e l'energia prodotta dalla fusione si oppongono alla contrazione dovuta alla forza di gravità, si raggiunge così un equilibrio per cui la stella mantiene le sue dimensioni.
La durata di una stella dipende dalla sua massa, cioè dalla quantità di materia che la compone: tanto maggiore è la massa tanto più breve sarà la sua vita. Sembra paradossale, ma è proprio così! All'interno delle stelle di grande massa si raggiungono temperature molto più elevate e quindi la fusione dell'idrogeno procede molto più rapidamente. Il nostro Sole, che è una stella di media grandezza, avrà una vita stabile per almeno 10 miliardi di anni (oggi ha un'età di 5 miliardi di anni) prima di subire delle trasformazioni che lo porteranno alla sua fine, ma una stella con una massa 10 volte quella solare dura 100 volte meno: solo 100 milioni di anni (ovviamente una stella 10 volte più piccola del Sole dura 100 volte di più).
La struttura interna di una stella è abbastanza complicata e vi avvengono dei fenomeni fisici che difficilmente sulla nostra Terra possiamo sperimentare. Se la temperatura nel cuore della stella raggiunge i milioni di gradi, sulla superficie essa è molto più bassa: alcune migliaia di gradi. La temperatura superficiale della stella determina il suo colore: un ferro arroventato emette luce rossa, ma mano a mano che la sua temperatura aumenta assume una colorazione gialla, poi bianca (ma a questo punto il ferro è già fuso) e se la sua temperatura aumentasse ancora emetterebbe luce blu. Il nostro Sole che ha una temperatura superficiale di circa 6000° K ha una colorazione bianco - gialla.

La luminosità di una stella dipende da due fattori: la sua temperatura superficiale e il suo raggio (cioè le sue dimensioni): tanto più una stella è grande e calda tanto più è luminosa. Una stella di piccole dimensioni non può raggiungere temperature superficiali elevate, perché la fusione nucleare avviene lentamente: essa sarà una nana rossa; all'opposto una stella molto grande avrà anche una temperatura molto elevata e sarà una gigante blu; una stella bianca avrà dimensioni e temperatura intermedie (leggi le informazioni sull'immagine dove vengono riportate anche la temperatura superficiale e il raggio della stella rispetto a quello del nostro Sole). Queste stelle fanno parte della sequenza principale, in seguito vedrai che ci sono delle eccezioni a questa regola.

Morte di una stella

Consideriamo una stella come il nostro Sole: cosa accade quando nel suo nucleo tutto l'idrogeno si è trasformato in elio? Cessa la produzione di energia che contrasta la contrazione gravitazionale, quindi il nucleo collassa precipitando verso il centro. A questo si accompagna un aumento della temperatura tanto che nell'idrogeno che circonda il nucleo di elio si innesca la fusione nucleare. La stella è quindi composta da un nucleo di elio circondato da uno strato di idrogeno dove avviene la fusione a sua volta circondato da uno strato di idrogeno dove non avviene la fusione.

La stella produce ora più energia di prima, ma lo strato più esterno di idrogeno si dilata e per questo diminuisce di temperatura, la stella quindi si gonfia e si raffredda in superficie: diventa una gigante rossa. A questo stadio arriverà anche il nostro Sole fra 5 miliardi di anni. Esso si gonfierà talmente che i pianeti interni, compresa la Terra, saranno avviluppati dalla sua atmosfera arroventata: sarà la fine per ogni forma di vita sulla Terra. Per capire bene la differenza di dimensioni osserva come appare oggi il Sole visto dal pianeta Giove e come invece apparirà quando diventerà una gigante rossa.

Ma questo è solo l'inizio della fine! L'elio al centro della stella continua a contrarsi e ad aumentare di temperatura, quando essa arriva a 100 milioni di gradi si innesca la fusione dell'elio con formazione di carbonio: la temperatura aumenta ulteriormente a causa dell'energia prodotta e nel giro di poche ore il nucleo esplode (flash dell'elio). Il nucleo si espande a grande velocità e la sua temperatura cala drasticamente interrompendo la produzione di carbonio. Il gas stellare torna a contrarsi, il nucleo di elio si riscalda e riprende la fusione con produzione di carbonio. Dopo 10000 anni dal flash la temperatura al centro è di 200 milioni di gradi, la stella ha la struttura di una cipolla: un cuore di carbonio in cui non avviene la fusione, uno strato di elio in fusione, uno strato di idrogeno in fusione e uno strato di idrogeno in cui non avviene la fusione. La stella subirà altri flash, gonfiandosi e contraendosi più volte, cambiando colore dal rosso al bianco. La sua temperatura interna non arriverà mai al livello necessario per innescare la fusione del carbonio, ma l'energia interna sarà tale che lo strato più esterno di gas si dilaterà talmente tanto da abbandonare la stella e dare così vita ad una nebulosa planetaria. Al centro dell'anello di gas che si allontana rimane la stella che continua a funzionare, ma la sua temperatura superficiale aumenta fino a 10000 gradi e quindi assume una colorazione blu. La stella, ora molto piccola, è composta da un cuore di carbonio e da un inviluppo di elio che produce altro carbonio. La contrazione continua, tanto che la stella raggiunge una densità tra 1 e 10 tonnellate per centimetro cubo: è diventata una nana bianca. Accade anche un altro fatto interessante: la stelle ruotano su loro stesse come accade alla Terra (il nostro Sole impiega circa 25 giorni per compiere una rotazione) e quando si contraggono aumenta la loro velocità di rotazione (vedi infatti che la nana bianca impiega solo 30 minuti per compiere una rotazione). E' lo stesso fenomeno che accade a un pattinatore che ruotando su se stesso con le braccia allargate le avvicina poi al corpo aumentando così la sua velocità di rotazione. Essendo molto piccola (poco più grande della Terra) la stella irradia rapidamente la sua energia e si raffredda, tanto che la fusione nucleare si spegne. Questo corpo celeste (non è più una stella) si contrae ulteriormente emettendo luce come fa un oggetto incandescente con una temperatura di circa 10000 gradi, ma essa si raffredda inesorabilmente tanto che comincia a solidificare. Ormai è la fine; non resta che un freddo e oscuro relitto che vaga per l'universo: una nana nera.

Ma qual è il destino di una stella più massiccia del Sole: una gigante blu? (più di 3 volte la massa del Sole) Tutto avviene come per il Sole, ma molto più rapidamente (tanto maggiore è la massa tanto più veloce è la fusione nucleare). Arrivata allo stadio di gigante rossa, anzi di supergigante rossa, la contrazione del nucleo di carbonio è tale da portare la sua temperatura a 600 milioni di gradi ed innescare la sua fusione con la formazione di magnesio e poi di altri elementi più pesanti.Se la massa della stella è sufficientemente grande si arriva alla formazione di atomi di ferro, ma la formazione del ferro non produce energia, anzi la richiede. Inizia quindi una fase di contrazione, la densità arriva a più di un miliardo di tonnellate per centimetro cubo e la temperatura del nocciolo a 10 miliardi di gradi. Gli strati esterni della stella, non più sostenuti dall'energia prodotta, precipitano verso questo nocciolo compatto in cui i nuclei sono a diretto contatto tra loro e non possono più contrarsi, rimbalzano e, in pochi minuti, vengono scagliati nello spazio con una enorme esplosione: una supernova. Le temperature raggiunte durante l'esplosione permettono anche la formazione di atomi di elementi più pesanti, fino all'uranio. La stella perde così almeno la metà della sua massa e dopo l'esplosione rimane soltanto il suo nucleo fortemente compatto. Se esso ha una massa superiore a 1,4 volte quella del Sole, la forza di gravità è così elevata che gli elettroni si legano con i protoni dando luogo a neutroni: si forma una stella di neutroni. Si tratta di un oggetto celeste dalle caratteristiche incredibili: ha un diametro di una decina di chilometri, una densità spaventosa tanto che un cucchiaino di materia pesa 100 milioni di tonnellate, ruota su se stessa come una trottola compiendo un giro in meno di un secondo, la sua temperatura superficiale è dell'ordine dei milioni di gradi ed emette energia anche sotto forma di intensi raggi X e gamma e onde radio. La stella di neutroni possiede un forte campo magnetico e una enorme forza di gravità; la materia circostante cade quindi sulla stella seguendo le linee di forza del campo ed emettendo radiazioni. Se questo fascio di radiazioni è rivolto in direzione della Terra viene percepito come una emissione pulsante: la stella si comporta infatti come un faro che invia il suo fascio di luce ogni volta che la rotazione lo indirizza verso l'osservatore. Sono le pulsar.
Ci vorrà molto tempo, ma anche la stella di neutroni si raffredderà e cesserà di emettere energia diventando un piccolo oggetto buio, ma con una enorme attrazione gravitazionale.

Se la stella iniziale era veramente enorme: una supergigante blu (più di 10 volte la massa solare), essa darà origine ad un oggetto dalle caratteristiche ancora più incredibili: un buco nero.
La densità raggiunta dalla materia è inimmaginabile e la forza di attrazione gravitazionale è così elevata che la velocità di fuga (la velocità necessaria per allontanarsi da un corpo celeste - nel caso della Terra è di circa 11 Km/sec) è maggiore della velocità della luce (circa 300000 Km/sec), quindi nemmeno la luce può uscire dal buco nero, esso perciò non è direttamente visibile. La sua enorme attrazione gravitazionale risucchia la materia che si trova nelle vicinanze formando un disco di accrezione. La materia che cade a velocità elevatissime emette, a causa di complessi fenomeni fisici, radiazione luminosa. Gli elettroni che cadono seguendo le linee di forza del campo magnetico producono due fiotti di raggi x. Come è possibile sapere dell'esistenza di un buco nero se esso non emette alcuna forma di energia? E' proprio grazie agli effetti che esso produce attorno a sé che si può individuare la sua presenza. Se c'è una stella abbastanza vicina al buco nero, la sua orbita risentirà dell'attrazione, subirà dirittura una deformazione e le verrà strappato del gas che cadendo nel buco nero emetterà raggi x.

Come vedi l'universo è popolato da oggetti ben strani, ma ciò che è più entusiasmante è la capacità degli astronomi di scoprirli ed indagarli per carpirne i misteri.